SICUREZZA E LIMITI DELLA LINEA STORICA
Questo approfondimento spiega perché non è possibile “adeguare” la vecchia linea e quali sono le prescrizioni vincolanti imposte dalle Autorità di Sicurezza.
Un’infrastruttura dell’Ottocento giunta al limite
La linea storica Bussoleno – Saint Jean de Maurienne (88 km complessivi, con 49,5 km in galleria) è stata inaugurata nel 1871 ed è caratterizzata da pendenze montane superiori al 30‰.
Limiti tecnici ed operativi:
- Capacità di traino ridotta: Un solo locomotore sul Frejus trasporta al massimo 650 tonnellate, contro le 1.600 t consentite nei moderni tunnel di base a quota pianura.
- Sagoma insufficiente: Impossibilità di trasportare i container di ultima generazione (High Cube) e i semirimorchi del trasporto intermodale su treno.
- Costi di esercizio doppi: Richiede l’impiego della doppia o tripla trazione (più locomotori e più personale) per superare i dislivelli.
Le rigide prescrizioni del Piano di Soccorso Binazionale (PSB)
Il vecchio Traforo del Frejus è a canna singola, privo di uscite di sicurezza ogni 500 metri e di sistemi avanzati di ventilazione forzata. Per garantire la sicurezza, le Autorità di Sicurezza di Italia e Francia applicano vincoli prescritti nel Piano di Soccorso Binazionale:
- Divieto di presenza contemporanea in galleria di più di un treno passeggeri.
- Divieto assoluto di incrocio tra treni passeggeri e altri convogli.
- Massimo due treni merci contemporaneamente per binario.
Conclusione: Queste restrizioni di sicurezza riducono la capacità teorica della linea a un massimo pratico di circa 50 treni al giorno (meno di 30 merci reali), rendendo la linea storica antieconomica e incapace di assorbire i volumi del commercio europeo.